Il discorso di Dio all’uomo
17. Stabilì infine l’attimo artefice che a colui cui non si poteva dare nulla di proprio fosse comune quanto apparteneva ai singoli13.
18. Prese perciò l’uomo, opera dall’immagine non definita14, e postolo nel mezzo del mondo15 così gli parlò: «Non ti abbiamo dato, o Adamo, una dimora certa, né un sembiante proprio, né una prerogativa peculiare affinché avessi e possedessi come desideri e come senti la dimora, il sembiante, le prerogative che tu da te stesso avrai scelto.
19.La natura agli altri esseri, una volta definita, è costretta entro le leggi da noi dettate.
20. Nel tuo caso sarai tu, non costretto da alcuna limitazione, secondo il tuo arbitrio, nella cui mano ti ho posto, a decidere su di essa.
21. Ti ho posto in mezzo al mondo, perché di qui potessi più facilmente guardare attorno a quanto è nel mondo.
22. Non ti abbiamo fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale16, perché come libero, straordinario17plasmatore e scultore di te stesso, tu ti possa foggiare da te stesso nella forma che avrai preferito.
23. Potrai degenerare nei esseri inferiori, che sono i bruti; potrai rigenerarti, secondo la tua decisione, negli esseri superiori, che sono divini».
Pico della Mirandola, La Dignità dell’Uomo
Settembre 27, 2008 a 10:13 pm
Bene.
Felice di aver incontrato questo luogo.
A presto.
Settembre 29, 2008 a 10:25 am
Felice che tu lo abbia incontrato, leggo sempre con piacere il tuo blog.