Il discorso di Dio all’uomo

17. Stabilì infine l’attimo artefice che a colui cui non si poteva dare nulla di proprio fosse comune quanto apparteneva ai singoli13.

18. Prese perciò l’uomo, opera dall’immagine non definita14, e postolo nel mezzo del mondo15 così gli parlò: «Non ti abbiamo dato, o Adamo, una dimora certa, né un sembiante proprio, né una prerogativa peculiare affinché avessi e possedessi come desideri e come senti la dimora, il sembiante, le prerogative che tu da te stesso avrai scelto.

19.La natura agli altri esseri, una volta definita, è costretta entro le leggi da noi dettate.

20. Nel tuo caso sarai tu, non costretto da alcuna limitazione, secondo il tuo arbitrio, nella cui mano ti ho posto, a decidere su di essa.

21. Ti ho posto in mezzo al mondo, perché di qui potessi più facilmente guardare attorno a quanto è nel mondo.

22. Non ti abbiamo fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale16, perché come libero, straordinario17plasmatore e scultore di te stesso, tu ti possa foggiare da te stesso nella forma che avrai preferito.

23. Potrai degenerare nei esseri inferiori, che sono i bruti; potrai rigenerarti, secondo la tua decisione, negli esseri superiori, che sono divini».

Pico della Mirandola, La Dignità dell’Uomo

2 Risposte a “Il discorso di Dio all’uomo”

  1. Bene.

    Felice di aver incontrato questo luogo.

    A presto.

  2. Felice che tu lo abbia incontrato, leggo sempre con piacere il tuo blog.

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