Archivio per Dicembre, 2008

Filosofi ed errori

Posted in R. Guénon on Dicembre 8, 2008 by Nuit

[...] Sembra perfino che ai filosofi importi assai più porre dei «problemi», siano pur essi artificiali e illusori, che non risolverli: il che costituisce un aspetto del bisogno disordinato della ricerca per la ricerca, cioè dell’agitazione più vana, nell’ordine mentale nonché nell’ordine corporeo. A questi filosofi interessa altresì legare il loro nome ad un «sistema», cioè ad un insieme di teorie strettamente delimitato, che sia il loro e non significhi altro che l’opera loro. Donde il desiderio di esser originali ad ogni costo, perfino se la verità dovesse venir sacrificata a siffatta originalità. Per la reputazione di un filosofo vale assai più inventare un errore nuovo che ripetere una verità già espressa da altri. Questa forma di individualismo, cui si devono tanti «sistemi» contraddittori fra loro, se non pure in sé stessi, si ritrova peraltro in egual misura fra gli scienziati e gli artisti moderni. Ma è forse tra i filosofi che l’anarchia intellettuale, che ne è la conseguenza inevitabile, spicca più nettamente.

In una civiltà tradizionale è quasi incncepibile che un uomo pretenda di rivendicare la proprietà di una idea e, in ogni caso, in essa chi così facesse, con ciò stesso si priverebbe di ogni credito e di ogni autorità, poiché condannerebbe l’idea a non esser più che una specie di fantasia senza alcuna reale portata. Se una idea è vera, essa appartiene in egual modo a tutti coloro che sono capaci di comprenderla; se è falsa, non c’è da gloriarsi di averla inventata. Una idea vera non può essere «nuova», poiché la verità non è un prodotto dello spirito umano, essa esiste indipendentemente da noi, e noi abbiamo solo da conoscerla.

Fuor da tale conoscenza, non può che esservi l’errore. Ma, in fondo, forse che i moderni si preoccupano ancora della verità e sanno ancora ciò che essa significa?

René Guénon, La Crisi del Mondo Moderno

«Guai a voi, guide cieche!»

Posted in R.Guénon on Dicembre 7, 2008 by Nuit

È difficilissimo far capire ai nostri contemporanei che vi sono cose le quali, per la loro stessa natura, non sono da discutersi. Invece di cercare di innalzarsi fino alla verità, l’uomo moderno pretende di farla scendere fino al proprio livello. [...]

Chi è qualificato per parlare in nome di una dottrina tradizionale non deve discutere con i «profani» e non deve indulgere in una qualsiasi «polemica». Egli deve solo esporre la dottrina così come è a coloro che possono comprenderla, denunciando in pari tempo l’errore dovunque esso si trovi, facendolo risultare tale col proiettare su di esso la luce della conoscenza vera. La sua funzione non è di suscitare una lotta e di compromettere con essa la dottrina, ma di formulare quel giudizio di cui egli ha la facoltà se davvero possiede i principi che debbono ispirarlo infallibilmente. Il dominio della lotta è quello dell’azione, è cioè il dominio individuale e temporale; il «motore immobile» desta e dirige il movimento senza esser da questo trasportato. La conoscenza illumina l’azione senza partecipare alle vicissitudini di essa. Così ogni cosa resta sul suo piano, nel grado che le corrisponde nella gerarchia universale.

Ma nel mondo della decadenza moderna dove si potrebbe trovare ancora una gerarchia? [...]  È l’inferiore che giudica il superiore, è l’ignoranza che impone limiti alla sapienza, è l’errore che scalza la verità, è l’umano che si sostituisce al divino, è la terra che va a predominare sul cielo, l’individuo facendosi la misura di tutte le cose e pretendendo di dettare all’universo leggi tratte tutta dalla sua ragione relativa e defettibile. «Guai a voi, guide cieche!» è detto nel Vangelo. Oggi si vedono infatti dappertutto ciechi che l’abisso, in una comune fine, se non verranno fermati in tempo.

René Guénon, La Crisi del Mondo Moderno