Archivio per la Categoria Esoterismo

“Considerazioni sull’Iniziazione”

Posted in Esoterismo, Iniziazione, R. Guénon on Settembre 14, 2008 by Nuit

Abbiamo affermato prima che l’iniziazione propriamente detta consiste essenzialmente nella trasmissione di un’influenza spirituale, trasmissione che può effettuarsi soltanto per mezzo di un’organizzazione tradizionale regolare, per modo che non si può parlare di iniziazione al di fuori del ricollegamento a un’organizzazione di questo genere. Abbiamo precisato che la «regolarità» doveva intendersi come tale da escludere tutte le organizzazioni pseudo-iniziatiche, ovverossia tutte le organizzazioni, qualunque siano le loro pretese e qualunque apparenza abbiano, che non sono effettivamente le depositarie di nessuna influenza spirituale, e di conseguenza non possono in realtà trasmettere nulla. È perciò facile capire l’importanza capitale che tutte le tradizioni attribuiscono a quella che viene denominata la «catena» iniziatica, vale a dire a una successione che assicuri in modo ininterrotto la trasmissione in questione; al di fuori di tale successione, infatti, l’osservanza stessa delle forme rituali sarebbe vana, poiché verrebbe a mancare l’elemento vitale che è essenziale per la loro efficacia.
Ritorneremo in seguito più in particolare sulla questione dei riti iniziatici, ma dobbiamo fin d’ora rispondere a un’obiezione che può sorgere a questo proposito: tali riti, si potrebbe dire,
non posseggono di per se stessi un’efficacia che è loro connaturale? In effetti un’efficacia simile essi la posseggono, giacché se non fossero osservati, o se fossero alterati in qualcuno dei loro elementi essenziali, nessun risultato effettivo potrebbe essere ottenuto; sennonché, anche se si tratta di una condizione necessaria, essa non è tuttavia sufficiente, e occorre inoltre, perché tali riti abbiano il loro effetto, che siano effettuati da coloro che hanno competenza per compierli.

[...] Dicevamo poco fa che l’iniziazione deve avere un’origine «non-umana», giacché, a difetto di ciò, essa non potrebbe in alcun modo raggiungere il suo obiettivo finale, il quale supera l’ambito delle possibilità individuali; è questa la ragione per cui i veri riti iniziatici, come indicavamo prima, non possono essere riferiti ad autori umani, e, di fatto, non si conoscono mai uomini che siano i loro autori; così come non si conoscono inventori ai simboli tradizionali, e per la stessa ragione, giacché tali simboli sono parimenti «non-umani» nella loro origine e nella loro essenza; del resto, tra riti e simboli ci sono legami strettissimi, che saranno da noi esaminati più tardi. Si può dire, rigorosamente parlando, che in casi come questi non esiste origine «storica», poiché l’origine reale si situa in un mondo al quale non si applicano le condizioni di tempo e di luogo che definiscono i fatti storici in quanto tali; ed è questo il motivo per cui tali cose sfuggiranno sempre inevitabilmente ai metodi profani di ricerca, metodi che ‑ in qualche modo per definizione ‑ non possono dare risultati relativamente validi se non nella sfera puramente umana1.
È facile capire, in simili condizioni, che il ruolo dell’individuo che conferisce l’iniziazione a un altro individuo è di fatto, e veramente, un ruolo di «trasmettitore», nel senso più esatto del termine; egli non agisce in quanto individuo, ma in quanto supporto di un influsso, che non appartiene all’ambito individuale; egli è unicamente un anello della «catena» il cui punto di partenza è fuori e di là dall’umanità. Per questo non può agire in nome proprio, ma in nome dell’organizzazione alla quale è ricollegato e dalla quale derivano i suoi poteri, ovvero ‑ ancor più esattamente ‑ in nome del principio che questa organizzazione rappresenta in modo visibile. Ciò spiega fra l’altro come l’efficacia del rito compiuto da un individuo sia indipendente dal valore proprio dell’individuo in quanto tale, cosa che vale parimenti per i riti religiosi; e ciò noi non lo intendiamo in senso «morale» ‑ senso che sarebbe troppo evidentemente privo di importanza trattandosi di una questione che è in realtà d’ordine esclusivamente «tecnico» ‑, ma nel senso che, quand’anche l’individuo in  questione non possieda il grado di conoscenza necessario per comprendere il senso profondo del rito e la ragione essenziale dei suoi vari elementi, il rito non mancherà con ciò di avere il suo effetto completo, a patto che egli, essendo regolarmente investito della funzione di «trasmettitore». lo compia osservando tutte le regole prescritte, e con un’intenzione che la coscienza del suo ricollegamento all’organizzazione tradizionale è sufficiente a determinare. Da ciò proviene in modo immediato la conseguenza che, se anche un’organizzazione a un certo momento non comprende più se non iniziati «virtuali», come noi li abbiamo chiamati (e su questo argomento torneremo in seguito), essa sarà ciò nonostante in grado di continuare a trasmettere realmente l’influenza spirituale di cui è la depositaria; e a tal proposito la nota favola dell’«asino che porta le reliquie» è capace di un significato iniziatico degno di meditazione.

Per converso, la conoscenza pur completa di un rito, quando sia stata ottenuta al di fuori delle condizioni regolari, è totalmente priva di qualsiasi valore effettivo; è per tale ragione che, per scegliere un esempio semplice (visto che il rito qui si riduce essenzialmente alla pronuncia di una parola o di una formula), nella tradizione indù il mantra che sia stato appreso in modo diverso che non attraverso la bocca di un guru autorizzato è senza effetto alcuno, perché non è stato «vivificato» dalla presenza dell’influenza spirituale della quale è unicamente destinato a essere il veicolo. Quel che diciamo si applica del Resto per estensione, a uno o all’atro grado, a tutto ciò a cui sia legata un’influenza spirituale: è così che lo studio dei testi sacri di una tradizione, eseguito sui libri, non potrà mai supplire alla loro comunicazione diretta; ed è per tale ragione che anche là dove gli insegnamenti tradizionali siano stati più o meno completamente messi per iscritto, essi continuano ciò nonostante a essere l’oggetto regolare di una trasmissione orale, la quale, mentre è indispensabile a conferir loro il loro pieno effetto (dal momento che non si tratta soltanto di limitarsi a una conoscenza semplicemente teorica), assicura la perpetuazione della «catena» a cui è legata la vita stessa della tradizione.

René Guénon

L’apologo del cieco e del paralitico

Posted in Esoterismo, R.Guénon on Giugno 4, 2008 by Nuit

Si ricordi l’apologo molto noto, ma poco compreso in Occidente, del cieco e del paralitico, che rappresenta in effetti, in uno dei suoi significati più importanti, i rapporti tra vita attiva e vita contemplativa: l’azione abbandonata a se stessa è cieca e l’immutabiilità essenziale della conoscenza si traduce esteriormente in un’immobilità paragonabile a quella del paralitico.

Il punto di vista della complementarietà è raffigurato dall’aiuto reciproco tra i due uomini ciascuno dei quali supplisce con le proprie facoltà alle manchevolezze dell’altro.

Oro Filosofico

Posted in Alchimia, Esoterismo on Giugno 3, 2008 by Nuit

“Non per niente i filosofi hanno dato allo zolfo, o fuoco, il nome oro, poiché è davvero oro sia in essenza che in sostanza, ma molto più perfetto dell’oro comune. È un oro che è completamente zolfo, o piuttosto un vero zolfo d’oro, un oro che è totalmente fuoco, o il vero fuoco dell’oro che cresce nelle caverne e nelle miniere filosofiche; un oro che non può essere cambiato o superato da alcun altro elemento; un oro assai stabile in cui vi è soltanto stabilità; un oro assai puro perché è la purezza stessa; un oro assai potente poiché senza di esso tutto il resto languisce; un oro balsamico poiché preserva i corpi dalla decomposizione; un oro animale poiché è l’anima degli elementi dell’intera natura inferiore; un oro minerale poiché è di zolfo, di argento vivo, di sale; un oro etereo poiché la sua natura è celeste ed è un vero cielo terreno velato da un altro cielo; infine è un oro solare, poiché è il figlio legittimo del Sole e il vero Sole della Natura; il suo potere dona forza agli elementi il cui calore vivifica le anime e il cui movimento porta la Natura intera al movimento; dalla sua influenza si eleva il potere delle cose, poiché è l’influenza della luce, una parte dei cieli, il sole inferiore e la Luce della Natura, senza cui persino la scienza sarebbe cieca; senza il suo calore la ragione sarebbe stupida; senza i suoi raggi l’immaginazione sarebbe morta; senza le sue influenze lo spirito è sterile; e senza la sua luce l’intelletto rimarrebbe nel buio eterno”

“Errori scientifici”, eliocentrismo e geocentrismo

Posted in Astrologia, F. Schuon, Titus Burckhardt on Aprile 13, 2008 by Nuit

Mohyddin Ibn ‘Arabi inserisce i dati dell’astrologia ermetica nell’edificio della sua cosmologia, che egli riassume mediante uno schema di sfere concentriche, prendendo come punto di partenza e come termine di paragone il sistema geocentrico del mondo planetario quale era concepito dall’astrologia medievale. La polarizzazione «soggettiva» di questo sistema – intendiamo dire il fatto che la posizione dell’essere umano serva da punto fisso al quale verranno rapportati tutti i movimenti degli astri – simbolizza qui il ruolo centrale dell’uomo nell’insieme cosmico, di cui egli è il fine e il centro di gravità. Questa prospettiva simbolica non dipende naturalmente dalla realtà puramente fisica o spaziale, la sola che sia considerata dall’astronomia moderna, del mondo degli astro; il sistema geocentrico, essendo conforme alla realtà così come si presenta immediatamente agli occhi umani, possiede in se stesso tutta la coerenza logica che un insieme di conoscenze deve avere per poter costituire una scienza esatta. La scoperta del sistema eliocentrico, che corrisponde a uno sviluppo possibile e omogeneo, ma molto particolare della conoscenza empirica del mondo sensibile, non potrebbe mai dimostrare nulla contro la posizione centrale dell’essere imano nel cosmo; soltanto, la possibilità di concepire il mondo planetario come se lo si contemplasse da una posizione non umana, e addirittura come se si potesse fare astrazione dell’esistenza dell’essere umano – di cui la coscienza resta comunque il «contenente» di tutti questi concetti – aveva prodotto uno squilibrio intellettuale che mostra decisamente un’estensione «artificiale» della conoscenza empirica a qualcosa di anormale, e che dal punto di vista intellettuale non è soltanto indifferente, ma addirittura dannoso. La scoperta dell’eliocentrismo ha avuto degli effetti simili a quelli di certe volgarizzazioni dell’esoterismo; pensiamo soprattutto a quelle inversioni di prospettiva proprie della speculazione esoterica; il confronto dei simbolismi rispettivi dei sistemi geocentrici ed eliocentrici mostra chiaramente cosa sia una tale inversione: in realtà, il fatto che il sole, fonte della luce di tutti i pianeti, sia ugualmente il polo che regge i loro movimenti, comporta come per ogni cosa esistente un simbolismo evidente e rappresenta in realtà, sempre dal punto di vista simbolico e spirituale, un punto di vista complementare a quello dell’astronomia geocentrica.

Titus Burckhardt in “La Chiave Spirituale dell’Astrologia Musulmana

Gli “errori scientifici” dovuti a una soggettività collettiva traducono un autentico simbolismo e di conseguenza delle “verità”, che sono evidentemente indipendenti dai semplici fatti che le veicolano in modo del tutto provvisorio. [...] Bisogna aggiungere che la distruzione del simbolismo naturale e immediato dei fatti – quali la forma piana della terra o il movimento circolare del sole – comporta dei gravi inconvenienti per la civiltà in cui essa si produce, come è dimostrato ampiamente dalla civiltà occidentale.

F. Schuon, Fatalité et progrès

La Bilancia

Posted in Esoterismo, Oswald Wirth, Simbolismo on Marzo 16, 2008 by Nuit

La Bilancia è il segno legato a quella fase della vita umana, in cui l’individuo dispone del massimo dei propri mezzi di azione. Egli resta in possesso del proprio vigore fisico, allorché la sua intelligenza si è arricchita con lo studio e l’esperienza. Non è più il conquistatore divorato dal fuoco dell’ardore leonino, giacché l’intellettualismo della Vergine ha domato il re degli animali (Arcano XI). La Saggezza calma ed oculata si personifica in Venere spirituale, della quale la Bilancia è domicilio diurno, laddove la filosofia del vecchio Saturno è in onore (Saturno è esaltato in Bilancia come è in caduta nel segno opposto dell’Ariete).

Il cenacolo filosofico del quale Venere ispira i lavori, delibera con cortesia, pesa le opinioni opposte sforzandosi di rendere giuste le sentenze. E’ una Loggia massonica funzionante idealmente.  Non vi si entra che sopo essersi affrancati da ogni passione, sbarazzati dei pregiudizi, ed aver rotto con la violenza che rende incapaci di giudicare imparzialmente.

[...] Ciò che essi [i saggi della Bilancia] ricercano è «l’equilibrio», che applicano per realizzare innanzi tutto in se stessi.

[...] Non abusiamo di niente, né della nostra intelligenza applicandola a ciò che è fuori dalla sua portata, né della nostra immaginazione abbandonandoci a volere l’impossibile. Moderiamoci in tutte le cose, anche in quelle che stimiamo le migliori.

Tale resta la lezione della Bilancia, strumento delicato, del quale un piatto sale mentre l’altro scende. Ciò significa che ogni azione è generatrice di una reazione equivalente. Questo fatto sfugge agli storditi, che si dimenano senza discernimento; è anche perso di vista da quelli che inseguono la felicità della sensazione. In realtà tutto si compensa: il bisogno provato fa solo apprezzare la soddisfazione. Il gradimento si proporziona alle sgradevolezza che sopprime. Il riposo si gusta nella misura che risulta necessario per compensare uno sforzo. La felicità permanente ed assoluta è una chimera, giacché nulla si verifica al di fuori delle alternanze indispensabili ad ogni manifestazione. Le condizioni esistenziali che si pongono sono quelle della vita universalmente laboriosa; essa vuole che gli esseri lavorino, e ricompensa i buoni lavoratori. Se vogliamo essere felici, apprendiamo a lavorare bene, e pratichiamo l’Arte di vivere come artisti che amano la loro Arte al punto da identificarsi con essa. Le miserie della vita sono inevitabili, ma è nostro diritto elevarci al di sopra di esse. Il coraggio è il grande rimedio a tutti i mali. Virtus inde salus!

Oswald Wirth in “Il Simbolismo Astrologico”

Fabre d’Olivet

Posted in Esoterismo on Novembre 3, 2007 by Nuit

Il Destino è la parte inferiore e istintiva della Natura universale, che ho chiamato natura naturata; la sua azione si chiama fatalità; la forma nella quale si manifesta a noi, necessità [...]. La Provvidenza è la parte superiore e intelligente della Natura universale, che ho chiamato natura naturante; è una legge vivente emanata dalla Divinità, per mezzo della quale tutte le cose si determinano in potenza d’essere [...] E’ la Volontà dell’uomo a riunire, in quanto potenza mediana (corrispondente alla parte animica della Natura universale) , il Destino alla Provvidenza; senza di essa, queste due potenza estreme non solo non si riunirebbero mai, ma non si conoscerebbero nemmeno. [...]

L’accordo tra Volontà e Provvidenza costituisce il Bene; il Male nasce dalla loro opposizione [...]. L’uomo si perfeziona o si corrompe a seconda che tenda a confondersi con l’Unità universale o a distinguersene.

Libertà umana e provvidenza

Posted in Esoterismo, Papus on Novembre 2, 2007 by Nuit

La libertà umana è così completa che nessuna potenza può lederla.

La provvidenza, con la quale si deve alleare ogni uomo che aspiri alla rigenerazione, può soltanto avvertirci dei pericoli che ci minacciano, ma non ha la facoltà di costringere la nostra volontà ad evitare questi pericoli.

Nella vita noi siamo come uomini che camminano di notte in una strada piena di fossi e di precipizi. La provvidenza non può, se noi la chiamiamo in aiuto, colmare questi fossi scavati dai nostri errori precedenti o sollevarci da terra per attraversarli. Il suo potere si limita ad illuminare la nostra strada, lasciando ogni libertà ala nostra volontà: se infatti chiudiamo gli occhi, o se ci mettiamo una benda, cadiamo nei precipizi che la sua luce ci avrebbe permesso di evitare.

I segni dell’azione della provvidenza risplendono numerosi e svariati attorno a noi, sono scritte con lettere di fuoco e nell’aria  e su tutti gli esseri della natura, sono scritti in caratteri universali nei nostri tratti e nelle nostre mani. Ma la stupida vanità ci mette una benda davanti agli occhi, e allora noi diciamo: «Non esiste la provvidenza», quando basterebbe solo aprire gli occhi per vedere e benedire i suoi sforzi incessanti a nostro favore.

Senza titolo

Posted in Esoterismo, Riflessioni on Ottobre 21, 2007 by Nuit

«Il futuro nasconde allo sguardo, passo dopo passo, dolori e gioie; Tuttavia senza sgomento ci affrettiamo avanti, E via via più pesante grava un velo di reverente timore. Silenziose riposano lassù le Stelle e quaggiù le tombe. Medita su di esse giustamente e osserva, così si fondono nel seno Degli eroi mutevoli tremori e fermi sentimenti.»

L’essere UNO

Posted in Esoterismo, Simbolismo on Ottobre 12, 2007 by Nuit

«[Coloro che si son fatti strada nella carriera dei numeri] riconosceranno che quando questo essere UNO si trasporta, sia nella regione divina, sia nella regione spirituale, sia nella regione naturale, vi si trasporta con le proprie facoltà radicali, e con le emanazioni a loro corrispondenti; ma che i piani e le proprietà che manifesta con ciò sono al di sopra delle nozioni materiali dell’aritmetica e non ne possono conservare il senso grossolano e monotono. Riconosceranno che, per mezzo delle sue facoltà radicali e delle emanazioni che loro corrispondono, questo essere UNO porta la sua vita e il suo spirito nelle tre regioni e che, sin dall’ora, possono considerare spiritualmente queste tre regioni come un grande albero la cui radice resta sempre nascosta nella regione spirituale con il quadrato e i cui rami, fiori e frutti si manifestano nella regione naturale con l’operazione del cubo. Riconosceranno con ciò quale è il commercio e l’unione attiva che deve regnare tra queste tre regioni o tra questi tre mondi, poiché hanno una comune radice e poiché ci sono dei quadrati spirituali che si estendono sino nella regione naturale, e dei cubi naturali che si compiono nella regione spirituale, mentre l’Unità divina, come la linfa che produce tutto e che riempie tutto, opera nello stesso tempo e di concerto con le regioni spirituali e naturali in quanto vi influisce senza posa invisibilmente con la propria radice, con il proprio quadrato e con il proprio cubo, per vivificarvi i cubi, i quadrati e le radici di tutti gli altri numeri e farli operare, a loro volta, ciascuno secondo le sue proprietà e virtù. Riconosceranno che, sebbene l’essere UNO non si trasporta in tutte le regioni, tuttavia per influenza della sua radice, del suo quadrato e del suo cubo, tutte le sue opere e tutte le sue produzioni spirituali e naturali sembrano complete e rivestite tutte di quel carattere così espressivo dell’unità, che ci mostra dovunque il nostro Dio e dovunque il concorso armonico di tutte le sue facoltà e di tutte le sue potenze.»

Yi-King

Posted in Esoterismo on Ottobre 1, 2007 by Nuit

«Il Saggio ha il viso rivolto verso Sud e ascolta l’eco di ciò che è sotto il Cielo, lo illumina e lo governa».