Archivio per la Categoria R.Guénon

«Guai a voi, guide cieche!»

Posted in R.Guénon on Dicembre 7, 2008 by Nuit

È difficilissimo far capire ai nostri contemporanei che vi sono cose le quali, per la loro stessa natura, non sono da discutersi. Invece di cercare di innalzarsi fino alla verità, l’uomo moderno pretende di farla scendere fino al proprio livello. [...]

Chi è qualificato per parlare in nome di una dottrina tradizionale non deve discutere con i «profani» e non deve indulgere in una qualsiasi «polemica». Egli deve solo esporre la dottrina così come è a coloro che possono comprenderla, denunciando in pari tempo l’errore dovunque esso si trovi, facendolo risultare tale col proiettare su di esso la luce della conoscenza vera. La sua funzione non è di suscitare una lotta e di compromettere con essa la dottrina, ma di formulare quel giudizio di cui egli ha la facoltà se davvero possiede i principi che debbono ispirarlo infallibilmente. Il dominio della lotta è quello dell’azione, è cioè il dominio individuale e temporale; il «motore immobile» desta e dirige il movimento senza esser da questo trasportato. La conoscenza illumina l’azione senza partecipare alle vicissitudini di essa. Così ogni cosa resta sul suo piano, nel grado che le corrisponde nella gerarchia universale.

Ma nel mondo della decadenza moderna dove si potrebbe trovare ancora una gerarchia? [...]  È l’inferiore che giudica il superiore, è l’ignoranza che impone limiti alla sapienza, è l’errore che scalza la verità, è l’umano che si sostituisce al divino, è la terra che va a predominare sul cielo, l’individuo facendosi la misura di tutte le cose e pretendendo di dettare all’universo leggi tratte tutta dalla sua ragione relativa e defettibile. «Guai a voi, guide cieche!» è detto nel Vangelo. Oggi si vedono infatti dappertutto ciechi che l’abisso, in una comune fine, se non verranno fermati in tempo.

René Guénon, La Crisi del Mondo Moderno

I Centri Iniziatici

Posted in R.Guénon on Settembre 22, 2008 by Nuit

[Dai centri spirituali]  procede, direttamente o indirettamente, ogni trasmissione regolare, centri secondari ricollegati essi stessi al centro supremo che conserva il deposito immutabile della Tradizione primordiale, dal quale sono derivate tutte le forme tradizionali particolari per adattamento a queste o quelle circostanze definite di tempo e di luogo. In un altro studio abbiamo fatto vedere come simili centri spirituali siano costituiti a immagine del centro supremo, del quale sono in qualche modo altrettanti riflessi [...].

Per cominciare, è facile capire come il ricollegamento al centro supremo sia indispensabile perché sia assicurata la continuità di trasmissione delle influenze spirituali a partire dalle origini stesse della presente umanità (dovremmo anzi dire dal di là di tali origini, poiché ciò di cui è questione è «non-umano») e attraverso tutta la durata del suo ciclo d’esistenza; così è di tutto quel che abbia un carattere veramente tradizionale, anche per le organizzazioni exoteriche, religiose o d’altro genere, per lo meno al loro punto di partenza; a maggior ragione così è nella sfera iniziatica. Nello stesso tempo, è tale ricollegamento che mantiene l’unità interiore ed essenziale esistente sotto la diversità delle apparenze formali, ed è ‑ di conseguenza ‑ la garanzia fondamentale dell’«ortodossia», nel vero senso della parola. Soltanto che occorre comprendere bene che simile ricollegamento può non mantenersi sempre cosciente, e ciò è persin troppo evidente nell’ambito exoterico; per contro, sembra che cosciente debba essere sempre nel caso delle organizzazioni iniziatiche, una delle ragioni d’essere delle quali è precisamente, assumendo quale punto d’appoggio una determinata forma tradizionale, di permettere di passare di là da tale forma e di elevarsi in tal modo dalla diversità all’unità.

Inoltre, è importante osservare che un’organizzazione iniziatica può discendere dal centro supremo, non in modo diretto, ma per l’intermediazione di centri secondari e subordinati, caso che è anzi fra i più abituali; come in ogni organizzazione esiste una gerarchia di gradi, così esistono fra le organizzazioni stesse gradi che potremmo chiamare di «interiorità» ed «esteriorità» relativa; ed è chiaro che sono le organizzazioni più esteriori, ossia quelle più lontane dal centro supremo, a essere anche quelle nelle quali più facilmente può perdersi la consapevolezza del ricollegamento a quest’ultimo. Quantunque il fine di tutte le organizzazioni iniziatiche sia essenzialmente lo stesso, ve ne sono che si situano in qualche modo a livelli differenti per quanto riguarda la loro partecipazione alla Tradizione primordiale (cosa che però non vuol dire che fra i loro membri non ce ne possono essere che abbiano raggiunto uno stesso grado di conoscenza effettiva); né c’è ragione di stupirsene, se si osserva che le stesse forme tradizionali differenti non tutte derivano immediatamente dalla medesima fonte originaria; la «catena» può contare un numero più o meno grande di anelli intermedi senza che esista con ciò alcuna soluzione di continuità.

René Guénon, Considerazioni sull’Iniziazione

L’apologo del cieco e del paralitico

Posted in Esoterismo, R.Guénon on Giugno 4, 2008 by Nuit

Si ricordi l’apologo molto noto, ma poco compreso in Occidente, del cieco e del paralitico, che rappresenta in effetti, in uno dei suoi significati più importanti, i rapporti tra vita attiva e vita contemplativa: l’azione abbandonata a se stessa è cieca e l’immutabiilità essenziale della conoscenza si traduce esteriormente in un’immobilità paragonabile a quella del paralitico.

Il punto di vista della complementarietà è raffigurato dall’aiuto reciproco tra i due uomini ciascuno dei quali supplisce con le proprie facoltà alle manchevolezze dell’altro.